martedì 11 novembre 2014

Sils Maria (Clouds of Sils Maria) – Olivier Assayas

film d'attrici, Juliette Binoche, non ha bisogno di presentazioni, Kristen Stewart (già "Twilight", "Panic room" e "Into the wild") e Chloë Grace Moretz (già Isabelle in "Hugo Cabret").
tutte e tre sono bravissime, ognuna a suo modo.
la sorpresa per me è Kristen Stewart.
momenti importanti sono un'apparizione e una sparizione, il film è una finzione al quadrato, in certi momenti distinguere fra realtà e finzione, fra recitazione e vita vera è davvero ostico, e qui sta il gioco e il fascino del film.
ma ancora mancava qualcosa, e ripensando al film, l'indomani, mi è venuto in mente che nei titoli di coda, fra gli interpreti, mancava un personaggio importante, il Tempo.
non sarà fra i film più memorabili dell'anno, ma è comunque una visione che non fa rimpiangere i soldi del biglietto e il tempo utilizzato, sicuro.
e come sempre il cinema rende più giustizia al film che non il salotto di casa, se non dovete fare due ore di strade di montagna per raggiungere la sala - Ismaele 





…C’est un questionnement humain relativement commun auquel doit faire face Maria mais délicatement capturé par la caméra d’Olivier Assayas qui parvient à réunir un duo impensable mais finalement convaincant entre Juliette Binoche et Kristen Stewart.

Le nuvole di cui parla il titolo sono quelle che si addensano sulla vallata del passo del Maloja, ma sono anche quelle che si insinuano subdolamente nelle esistenze dei personaggi, che siano protagonisti o comprimari. La spropositata ambizione di Assayas si scontra con l'inconcludenza delle scelte narrative, con l'estenuante effetto "ripetizione" delle situazioni riprese, oltre che con un'eccessiva astrazione degli eventi reali che si succedono sullo schermo. Ne viene fuori un'opera anodina, senza una forma ben precisa, eccessivamente intellettuale e, per questo, al confine con l'inconsistenza. Restano negli occhi, certo, i momenti di lancinante bellezza che la macchina da presa di Assayas riesce come sempre a immortalare, gli attimi più emozionanti scanditi dalla avvolgente colonna sonora e il colpo d'occhio notevole di quelle cime lontane e irraggiungibili. Ma oltre a questo, il senso profondo dell'opera rimane nascosto dietro un velo di superflua complessità. La grandezza del regista francese è stata sempre nel riuscire a scogliere per chiunque la complessità della vita: stavolta, invece, la sua opera di interpretazione e semplificazione non è riuscita.

Il film procede con una calma invidiabile, con la sicurezza di chi sa come dire quel che gli preme e come lasciar sospeso ciò che desidera scatenare. Tra diverse scomparse (alcune per la fine della vita, altre misteriose ma spiegabili) la vita di questa grande attrice arrivata nella fase della maturità si scontra, stride e poi, in un finale che non è troppo diverso da quello bellissimo e conciliante di Clean, sembra distendersi di fronte all'inevitabile. Un piccolo contrasto durante le prove e finalmente quel ruolo che sembrava non incastrarsi bene con la sua vita le calza a pennello e tutto è in armonia, con un sorriso che ha il sapore della grandissima chiusa.
Nella Binoche che con pochi sguardi sembra tornare a comprendere il mondo che abita, il momento che vive e quel che l'aspetta c'è una serenità contagiosa, perché davvero come l'acqua le mille idee di Assayas sono ormai entrate ovunque senza che ce ne accorgessimo.

…Sils Maria è un film quasi perfetto da un punto di vista narrativo, dove introspezione psicologica, dramma e anche una certa eleganza formale si fondono, creando uno spettacolo davvero piacevole. Juliette Binoche è in splendida forma e non è escluso che, per questo ruolo, possa addirittura ambire all'Oscar. Ma se delle qualità della Binoche eravamo tutti abbastanza certi, la grande sorpresa, stavolta, è rappresentata da Kristen Stewart, la cui impeccabile e incredibilmente intensa performance l'ha trasformata nel perno delle ossessioni della protagonista. Completa il quadro Chloë Grace Moretz (Jo-Ann) specchio di una nuova generazione di adolescenti, di cui è l'idolo per eccellenza. "Specchio" è proprio la parola adatta per definire il gioco di riflessi in Sils Maria, che culminerà in una sparizione, scena chiave del film. Infine, Maria riuscirà a superare le sue nevrosi, abbandonando ciò che è stata per entrare, al meglio, nella sua nuova parte (e stagione della vita)? Fondendo realtà e finzione Assayas tenta una risposta alla domanda, che però rimane incerta o, meglio, oggettiva, racchiusa negli occhi di chi guarda, nel film, così come tra il pubblico.

…L’approche esthétique est admirable tant chaque élément est vecteur de sens. Olivier Assayas parvient notamment à transcender l’énergie et l’émotion de ses protagonistes – à l’instar de Valentine dont l’effervescence est manifeste d’entrée de jeu. Nourrissant les effets de mise en abyme en recourant de manière plurielle à différents médiums, il acte non sans humour de la révolution engendrée par Internet et la numérisation.
Les jeux de miroir nourrissent sa dramaturgie jusque dans la mise en scène. Le cadrage, où les effets d’opacité, de reflet, de translucidité ou de surimpression sont loin d’être anodins, permet au réalisateur d’exacerber une multitude de sentiments. L’emploi de la musique participe à un même mouvement sensible. L’ensemble peut-il paraître rhétorique qu’il atteste de la part d’Assayas d’une pleine maîtrise des possibilités offertes par le médium cinématographique.
Si Juliette Binoche est magistrale dans un rôle taillé sur mesure, Chloë Grace Moretz, qui est détestable à souhait, n’est pas moins excellente. Toutefois SILS MARIA révèle proprement Kristen Steward qui trouve enfin un rôle à la mesure de son talent.

…Risulta davvero arduo riuscire a trovare una motivazione forte alle spalle di Sils Maria: il racconto della diva in crisi perché l’autore con cui aveva esordito è morto e la pièce che deve riportare in scena a distanza di trent’anni la vede impegnata nel ruolo antagonista a quello che interpretò appena adolescente procede seguendo semplici meccaniche della narrazione, accumulando situazione su situazione in una reiterazione pressoché infinita del medesimo schema. Non giova al film l’annullamento del mondo esterno a favore di uno sguardo focalizzato interamente sul Maria Enders e la sua fedele assistente Valentine, che la segue in mezzo alle montagne, nel rifugio in cui la donna spera di trovare l’ispirazione necessaria a superare tutti i suoi dubbi e i suoi traumi inespressi

Dans Sils Maria, les actrices, délivrent autant leur vision du Cinéma, par leur jeu hyper précis et juste, que le réalisateur y livre la sienne.
Il s’agit d’une réelle communion actrices/réalisateur.
Juliette Binoche est absolument exceptionnelle, dans son interprétation (?) de Maria Anders. Personnage certes écrit, mais habité. L’empathie ou plutôt la compréhension de ce personnage complexe est immédiate.
Kristen Stewart, la plus surprenante, adopte un ton neutre qui laisse pas mal de zones d’ombres et de doute sur son implication psychologique dans la vie de Maria Anders. Séduction? domination? Attitude résolument professionnelle?
Enfin, Chloë Grace Moretz en Jo-Ann Ellis à le dur rôle, de représentante d’une génération dépréciée par Maria Anders (par Olivier Assayas?) ; elle lui donne pourtant une présence crédible et respectable, qui existe par son mal-être, sans autre limite que celle de la reconnaissance médiatique. Une composition également troublante car pleine de contradictions assumées….

Juliette Binoche, particulièrement à l’aise dans cet exercice (on se souvient de sa prestation dans "Copie conforme"qui brouillait également brillamment les pistes), forme un impeccable duo avec l’inattendue Kristen Stewart qui nous sort un jeu aussi subtil que le film. Elle incarne l’assistante jeune, connectée, dévouée et parfois même confidente, à la perfection. C’est celle qui renvoie à la face de Maria à quel point elle peut être en décalage avec son époque ou pleine d’idées préconçues comme, par exemple avant sa rencontre avec la jeune actrice montante qui lui donnera la réplique (Chloë Grace Moretz, elle aussi excellente).
Rythmé par d’excellents dialogues et enveloppé de mystère par une réalisation maitrisée préparant, tout au long de récit faussement ordinaire, une pointe de fantastique qui ne se révèlera qu’à la fin, "Sils Maria" soutient finalement bien mieux la comparaison avec le chef-d’œuvre de David Lynch, "Mulholland Drive", que le dernier film de Cronenberg.
da qui

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