lunedì 16 gennaio 2017

The night of - Richard Price, Steven Zaillian

un film che ti tiene attaccato alla poltrona per tutto il tempo necessario, una sceneggiatura come poche, attori molto bravi (John Turturro è grandissimo), per non parlare del gatto.
una storia che è insieme mille storie, ed è spiazzante indicare un genere (oltre che esercizio per pigri).
The night of sembra essere una serie, ma in realtà, come dice il regista Steven Zaillian, l'opera nasce come un un film, molto lungo, ma un film, e si vede, in ogni episodio manca un riassunto delle puntate precedenti, per esempio, come si fa in tutte le serie tv.
succedono tante cose, impossibile raccontare il film, sarebbe troppo riduttivo.
mala tempora currunt per i meccanismi della giustizia, che a volte contraddicono il concetto della giustizia, per le prigioni, luoghi dove si impara a essere delinquenti, per la ricerca della verità.
John Stone, piccolo avvocato di strada, sfigato nella vita, con un figlio che non lo considera, ma testardo come pochi, è l'unico che, forse, crede in Naz.
cercatelo e godetene tutti, sarà tempo davvero ben speso - Ismaele





 è il racconto della discesa agli inferi non solo di Naz, che inizia da bravo ragazzo e finisce da ragazzo (cattivo) perduto - o con grandi possibilità di perdersi -, ma anche di John Stone, cui presta volto, ironia e malinconia un grande John Turturro, avvocato da pochi spiccioli ma dall'istinto quasi animale, uno dei charachters più tristi che ricordi degli ultimi anni quantomeno sul piccolo schermo, pronto a legare le sue speranze non solo al giovane assistito ma anche e soprattutto ad un gatto cui è allergico, e che potrebbe rappresentare l'ultima ancora che allontani la solitudine; del detective Box, alla ricerca dell'agognata pensione e forse, nel subconscio, di un'uscita di scena in grande stile, della procuratrice distrettuale e della giovane avvocatessa di belle speranze, di due genitori che dopo aver lottato contro l'emarginazione razziale per una vita si trovano a fronteggiare il dramma e le ripercussioni della vicenda del figlio; di chi è colpevole e di chi potrebbe esserlo, di chi è abituato a muoversi nella giungla dei carceri di massima sicurezza, e vede in Naz un "unicorno", qualcosa che, tra quelle mura, non esiste e forse non esisterà mai.
In The night of tutti perdono, anche quando vincono…

A Naz lo representa Jack Stone (John Turturro, que el dios de la actuación lo tenga en la gloria), el abogado ideal para el caso. ¿Por qué? Porque los dos saben lo que es ser marginado. Los dos conocen de la discriminación. Los dos entienden lo que es vivir en un mundo que los mira de reojo (Naz, de una familia musulmana, acusado de terrorista cada dos por tres; Jack, siempre en chancletas por problemas de alergia en los pies, parece condenado a sacar de la cárcel a prostitutas y ladrones sin mucha inspiración).
Todo resulta sutil y elegante. The Night Of apunta a una Nueva York oscura, alejada de las luces que generan las grandes torres, cercana a la suciedad de los pasillos, de los barrios de las comunidades (chinos, musulmanes, judíos), de la comida barata. Esa mirada de la ciudad la aporta el personaje de Turturro (se encargó del papel que iba a tomar James Gandolfini antes de morir), que camina por todos lados, pregunta, escarba. Es un abogado de la calle…

The Night Of es enérgica y vibrante. Tiene no solo un estupendo guión, sino una dirección perfectamente ejecutada y calculada, en este mundillo televisivo donde el aspecto literario suele brillar mucho más que el visual. Pero el guión es asimismo excelente, tanto en forma como en fondo, los personajes están perfectamente desarrollados y muy bien interpretados, y tiene muy claro los temas que trata: La muestra de que en los tribunales no importa tanto recolectar hechos para dar con la verdad en torno a un crimen, sino en los elementos necesarios que permitan construir esa verdad, la cual irá en función de uno u otro lado de la balanza de la justicia…

 es un relato de corte criminal que, dentro de este subgénero, brilla sin problemas por la calidad de todos los ingredientes convocados. Pero es eso al fin y al cabo, un magnífico entretenimiento de peso de casi diez horas que emite una clara y distintiva denuncia, la crónica de una ¿injusticia? que sucede todos los días y ante cada crimen. La presunción de inocencia existe por algo, ya que bajo la presión adecuada y estudiada su vida con tal objetivo en mente, todos tenemos potencial de asesinos y se podría vender nuestra imagen como tal. Lo que Steven Zaillian & Richard Price buscan es evidenciar que el sistema está roto, y que debe hacerse algo para evitar que las experiencias así sean vividas por gente antes de probarse su culpabilidad. Y lo hacen con un relato envolvente y adictivo, excelente en la ejecución y que se cierra con bastante fortuna (excepto por el ya mencionado uso de Chandra), exponiendo la inquietante calma tras la tormenta.

The Night Of è soprattutto il racconto dei suoi fantastici personaggi, che quasi tutti nascono come macchiette, semplici cliché, ma trovano velocemente un senso più compiuto e corposo, mostrandosi in quanto esseri umani sfumati, grigi, aggrappati alle loro vite.  È la storia di come ogni singolo passaggio di tutta la burocrazia e le azioni che circondano un crimine, dalla scoperta, all'investigazione, fino poi a un arresto, un'interrogatorio, un'incarcerazione, un processo, una sentenza, abbia effetti profondamente stranianti, disumanizzanti, su chiunque venga coinvolto e finisca per diventare ingranaggio del macchinario. Ed è in fondo anche una riflessione su quel che ci aspettiamo da un poliziesco televisivo e su quanta distanza passi fra quel che siamo convinti di voler vedere e quel che invece davvero abbiamo bisogno di sentirci raccontare. È una miniserie stupenda, scritta, diretta e recitata alla grande, ed è una fra le cose più belle che siano passate in TV nel 2016. E ovviamente, immaginarsela senza John Turturro è impossibile.

dice Steven Zaillian:
…“Io e Richard abbiamo visto la serie originale inglese [Criminal Justice, da cui è tratta The Night Of], e ci siamo subito detti: mostriamo un caso giudiziario dalla notte dell’arresto fino alla sua conclusione. Ho scritto una traccia della storia a partire dall’arresto, l’accusa, la citazione in giudizio e la sua formalizzazione, ecc. Mi ha aiutato molto guardare tutto nel minimo dettaglio, compresi i luoghi in cui uno normalmente va in queste circostanze. Questa è diventata l’architettura generale di The Night Of. Ma è stato soprattutto l’apporto di Richard e della sua scrittura a portare a quel livello di dettaglio che desideravo. E poi gli attori, che sono stati fantastici.”
“È un lavoro impegnativo. Ci sono 470 pagine di sceneggiatura e oltre 200 attori con battute, e una trama abbastanza intricata. Un po’ troppo perché un’unica persona si occupi della scrittura. È da tempo che ammiro le opere di Richard, abbiamo lavorato bene insieme.”
“Richard ha scritto le prime stesure degli episodi, io ho fatto le riscritture, e insieme abbiamo lavorato sulla creazione delle singole linee narrative.”
“Ho pensato a The Night Of come a un lungo film, piuttosto che a una miniserie di 10 episodi. Il tutto ha un inizio, una parte centrale e una fine. È la classica struttura cinematografica dei tre atti.“
“Amo un buon dialogo in un film o in TV, ma per me sono importanti anche le scene in cui i personaggi non parlano. Mi piace una narrazione completamente visiva. Richard dice che in un romanzo puoi raccontare direttamente la vita interiore di un personaggio, ma al cinema o in una serie devi mostrarla facendo vedere il mondo attraverso gli occhi del personaggio, e per farlo devi passare del tempo su di lui, senza spostare l’attenzione su altro.”